Petacciato
Ossi di recchia
sotto al muro rovinato
del giardino tuo.
Capperi rampicanti
che uscivano dai cavuti
e meloni sbracati sulla terra.
La calura
mi aggliogliva
come una noce vicino al camino.
Mentre arrivava la papagna,
insieme al rumore delle macchine,
io mi menavo come un vitello
sopra una vecchia sdraio
e russavo da vero porco.
Poi, al risveglio,
spaccavo tre o quattro bottiglie di Peroni
e mettevo i cocci sul muro.
Così, per farci pazziare il poeta.
Pubblicato
su L'Interruttore, anno 0 numero 7, febbraio 2002
Tratto
dalla raccolta indedita "Molise, l'amore mi ha distrutto"
di Rossano Turzo