Ururi
A
Felice Vuotto
caduto da cavallo
Dimmi che hai
Felice
ti vedo orecchie a terra
più che un soldato in pace
mi sembri un tarpano in guerra
Un pezzo di
rotaia
mi è entrato qui nell'occhio
e non ho bestemmiato
in te trovo conforto
I ti er, gi
ti er, chi te muor…
Invece tua sorella
mi ha cotto da braciola
nel forno dell'amore
Ururi è
tracchiulelle
è gnocchi, è sugo grasso
è bava di linguine
è come andare a spasso
Ururi è
imprecazione
se l'auto si ferma
(a me è successo prima di arrivare,
la batteria ha cacciato un liquido giallo
che sembra urga di cane, lacca di gatto)
A Ururi mi
son perso
Felice mi ha trovato
io ho trovato sua sorella
mi sono innamorato
A Ururi la
sorella di Felice
mi ha lasciato
le stavo descrivendo la vetrina delle pompe funebri
non c'era più quando mi sono girato
A Ururi ci
torno ogni tanto
a comprare il pane
con la nostalgia nel cuore
e, in fronte, la paura che si fermi la macchina.
Pubblicata
su L'INTERRUTTORE, anno 0, numero 0, agosto 2001
Dalla raccolta inedita "Molise, l'amore mi ha distrutto" di
Rossano Turzo