Tra
Volturno, Calore, Torano e Biferno, il Matese, massiccio di calcare
dai fianchi di macchia e selva e una lunga groppa di rocce, si alza
fino ai 2050 metri del monte Miletto. Il meno ripido versante della
montagna, quello che digrada a nord- est sulla piana di Bojano, è
il limite 'interno' del Molise, in un succedersi di declivi a magri
pascoli, radi boschetti, valli su cui incombono isolati spuntoni di
roccia e poi colline dolcemente ondulate.
La regione, tuttavia, è in parte a cavallo tra i due versanti
appenninici: Trigno e Biferno - per i cui alti bacini si svolge l'itinerario
- sono fiumi adriatici, ma per andare alle rovine di "Saepinum"
si varcherà il Tammaro, affluente del Calore che per il Volturno
manda le sue acque al Tirreno; pure al Volturno vanno le acque di
Càrpino e Sordo, che circondano lo sperone di travertino su
cui sta Isernia.
L'itinerario
tocca, a settentrione, due estremi: da un lato i paeselli di Capracotta
e Pescopennataro, dall'altro la chiesa romanica di S. Maria di Canneto.
Percorso
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Si
lascia Campobasso da piazza Savoia, prendendo la strada per Isernia.
Scesi nella conca ai piedi del Matese, una deviazione di km 5.5
dal raccordo che conduce alla statale 17 consente di raggiungere
Baranello. Una quindicina di chilometri dalla città ci si
immette nella statale 17: salvo le deviazioni a "Saepinum"
(km 9.5, prendendo a sinistra quando si raggiunge la statale; l'itinerario
poi prosegue in direzione opposta), Bojano (km 2), Campitello Matese
(km 17 al bivio di San Massimo), si seguirà questa strada
sino a Isernia. Si retrocede da Isernia sino al bivio per Carpinone.
Inizia da qui il variato percorso per gli alti bacini del Trigno
e del Biferno in un susseguirsi di declivi argillosi a magri pascoli,
che porterà dapprima, parte per la statale 86 parte per strade
minori, a Carpinone, Pescolanciano, Bivio Staffoli, Capracotta,
Pescopennataro - il punto più settentrionale dell'itinerario
- quindi, volgendo verso sud, ad Agnone, Pietrabbondante, Bagnoli
del Trigno.
Prendendo in direzione nord la statale che si incontra km 2.5 dopo
Salcito si raggiunge Trivento e di qui, per altri km 15.5, la badia
romanica di S. Maria di Canneto.
Specie nel tratto da Carpinone a Torella del Sannio, i frequenti
mutamenti di direzione e l'utilizzo di strade minori consigliano
lo studio della carta stradale e l'attenzione alla segnaletica.
Si torna infine a Campobasso seguendo la strada panoramica che passa
per Castropignano.
Soste
Campobasso: la città antica sovrasta la moderna dalle pendici
del colle, coronato dal castello Monforte.
Baranello (vedi Campobasso): eterogenei oggetti di varia epoca (dalle
ceramiche esotiche a quadri di scuola napoletana) nel Museo civico.
"Saepinum" (vedi Sepino): le rovine della città
romana si stendono attorno al villaggio di Altilia.
Bojano, antico centro ai piedi del Matese; in km 4 si sale poi a
Cìvita (vedi Bojano): resti di mura megalitiche, rovine di
un castello longobardo e, soprattutto, il panorama. Campitello Matese
è un moderno sito di villeggiatura e di sci nei monti del
Matese; una seggiovia sale al monte Miletto m 1820. Isernia: la
città antica si allunga sottile su un costone tra Sordo e
Carpino; nel Museo civico i reperti dell'insediamento paleolitico
scoperto nel 1979 in vicinanza della città.
Pescolanciano (vedi Isernia): il borgo antico è cinto di
mura e il castello è unito a una postierla da un ponte seicentesco
che scavalca uno spacco nella roccia.
Capracotta (vedi Agnone), villeggiatura e sito di sci, con vecchie
case di pietra, tra pascoli e pinete. Pescopennataro (vedi Agnone),
altra villeggiatura; addossata a un'alta roccia al margine di pinete
guarda la valle del Sangro. Agnone, località di villeggiatura
tra i boschi con antiche chiese (S. Emidio, trecentesca) e vetuste
case. Pietrabbondante; in località Calcatello, i resti del
Santuario italico nel centro sacro dei Sanniti Pentri, con due templi
e il teatro sul pendio della collina. Bagnoli del Trigno (vedi Pietrabbondante),
attorno a un masso calcareo sul quale stanno le muraglie del castello,
ha la Parrocchiale nella spaccatura tra la rupe e uno sperone che
regge il campanile. Trivento (vedi S. Maria di Canneto): borgo su
un colle la cui parte più bassa è unita all'antica
per una scalinata di 200 gradini; la cattedrale occupa per tradizione
il sito di un tempio di Diana. S. Maria di Canneto, badia romanica
isolata in un uliveto, sull'orlo del letto del Trigno.
Curiosità
Con un bel portale, si apre al numero 114, sulla strada di S. Antonio
Abate che circonda il colle del castello Monforte, nella vecchia
Campobasso, la casa natale di Paolo Saverio Di Zinno, settecentesco
scultore d'arte sacra e ideatore delle 'macchine' dei Misteri.
Risalgono al 1740 e innestano sulle pesanti e robuste piattaforme
di travi supporti d'acciaio, opportunamente ramificati, sì
che gli attori dei sacri episodi evangelici possano prendervi posto
in vari piani e altezze.
Campobasso è città che, a partire dal sec. xiv, lavorò
prima spade, poi coltelli e forbici; l'acciaio non aveva misteri
per gli artigiani che calarono nella realtà tecnica l'esuberante
fantasia compositiva di Paolo Saverio: a ogni processione, angioletti
infanti continuano a oscillare paurosamente in aria per l'elasticità
del metallo e il tremolio della macchina sulle spalle dei portatori,
talvolta gaiamente ridendo, talvolta a occhi sbarrati o lacrimanti.
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