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Volontariato
 

Cooperativa Sociale KOINE'


CENTRO ASCOLTO DONNA:
UN SERVIZIO PER LA PROMOZIONE E LA TUTELA DEI DIRITTI DI DONNE E BAMBINI

Il Centro Ascolto Donna nasce nel mese di Settembre 1999 nell'ambito del Progetto "Intervento promozionale in favore di donne maltrattate con figli" finanziato dalla Regione Molise ai sensi della Legge 28 agosto 1997 (Disposizioni per la promozione dei diritti e delle opportunità per l'infanzia e l'adolescenza) e gestito dalla Piccola Soc. Cooperativa Sociale "KOINE'" - Onlus.
Il Centro garantisce consulenze gratuite psicologiche e legali, sostegno e cura alle donne e ai loro bambini che, con differenti percorsi e differenti modalità vivono situazioni di disagio.
Attualmente la sede del Centro Ascolto si trova in Via Umbria, presso gli uffici della Comunità Montana "Centro Pentria" di Isernia, Ente promotore del Progetto.
Per far fronte alle situazioni di emergenza, è stato attivato un Centro di Accoglienza costituito da un appartamento, ad indirizzo segreto, in grado di ospitare, per un periodo che varia a seconda delle esigenze, le donne e i loro figli costrette a fuggire da condizioni fortemente critiche.
Fino ad oggi si sono rivolte al Servizio 22 utenti, nei confronti delle quali le operatrici e le volontarie del Centro Ascolto Donna, si sono attivate costantemente, tramite un lavoro di rete che ha coinvolto anche i servizi territoriali, per mobilitare le risorse e attuare piani di reinserimento socio-lavorativi.
Nell'ambito del Progetto stesso, sono state proposte e avviate, all'interno di alcune scuole di Isernia, attività di progettazione collegate alla prevenzione del disagio e a corsi di formazione per insegnanti. Le operatrici del Centro Ascolto, in collaborazione con operatori della ASL hanno attuato interventi riguardanti l'Educazione contro la violenza volti a formare e sensibilizzare gli alunni delle prime classi riguardo a tematiche quali la violenza gli abusi e i maltrattamenti (bullismo, razzismo, disagio giovanile in genere, ecc.)
In seguito sono stati effettuati anche interventi specifici riguardanti la prevenzione e l'educazione contro la pedofilia.
A questo progetto è seguita una pubblicazione "Progetto di Educazione alla non violenza" promossa dalla Provincia di Isernia e dal Provveditorato. Gli stessi operatori hanno organizzato, inoltre un corso di formazione per insegnanti di scuola superiore con l'obiettivo di fornire metodologie e strumenti volti a migliorare la relazione alunno-alunno e alunno-insegnante.
Nel prossimo futuro, la Piccola Coop. Sociale Koinè - Onlus si propone di ampliare il proprio campo di attività per far fronte alle nuove e continue esigenze che emergono nel nostro territorio.

Per informazioni: dal Lun. al Ven. dalle 9.00 alle 13.00 Tel. 0865/415893 Fax 0865/416840

I PROGETTI: INTERVENTO PROMOZIONALE IN FAVORE DI DONNE MALTRATTATE CON FIGLI (Legge 285/97)


ATTIVITA' REALIZZATE NEL CORSO DELLA PRIMA E DELLA SECONDA ANNUALITA'.
(Stato di attuazione degli interventi previsti)

Gli interventi previsti dal progetto per il 1° biennio sono stati indirizzati alle donne e madri in situazioni critiche e di disagio, con l'obiettivo di promuovere una cultura a sostegno dell'identità femminile e della relazione di cura, attraverso interventi di contrasto del disagio, di integrazione sociale e lavorativa, di counseling psicologico e di valorizzazione delle risorse personali.
Nel corso della fase iniziale del progetto, come da programmazione, sono state realizzate le seguenti attività:

1) Attività del Centro Ascolto Donna:
Allestimento ed organizzazione
Attività di sensibilizzazione ed informazione
Attività di consulenza
Promozione di attività di collaborazione tra i vari servizi presenti sul territorio.
Contatti con le agenzie di lavoro temporaneo

2) Attività di monitoraggio:
Elaborazione di questionari per operatori in contatto col fenomeno
Distribuzione sul territorio e ritiro dei questionari compilati
Rassegna stampa

3) Attività di volontariato:
Reperimento, costituzione e formazione di un gruppo di 10 volontarie
Costituzione dell'associazione delle volontarie stesse

4) Attività di formazione:
Acquisizione degli strumenti finalizzati all'organizzazione, alla lettura ed all'intervento
Confronto e messa in rete con i centri delle altre regioni



Attivita' del Centro Ascolto Donna

Allestimento ed organizzazione

A partire dal mese di settembre, si è provveduto all'allestimento dello spazio fisico destinato al Centro Ascolto, messo a disposizione dalla Comunità Montana "Centro Pentria" di Isernia.

Informazione e sensibilizzazione

Per innescare il processo di sensibilizzazione ed informazione, e rendere visibile il servizio sul territorio, sono stati organizzati incontri con gli operatori in contatto con il fenomeno con l'obiettivo di facilitare lo scambio di informazioni ed il confronto.
Si è provveduto, inoltre, alla realizzazione di brochure e di manifesti inerenti al servizio distribuiti in modo capillare sul territorio in punti strategici (ASL: Pronto Soccorso, Sert, Consultorio, Psichiatria; Tribunale di Isernia, Provincia, Comuni, Scuole Secondarie, Parrocchie, Studi medici di base e specialistici).
I contatti avvenuti all'interno delle Scuole Medie Secondarie hanno fatto emergere da parte dei referenti alla salute e dei rappresentanti di classe l'esigenza di momenti di riflessione e confronto sui temi legati alle varie forme di violenza. A tal fine, è stato realizzato un Progetto di "Educazione contro la violenza".
Su invito delle associazioni di volontariato (Cesvip) le operatrici del Centro sono intervenute con una relazione al seminario tenuto presso la Camera di Commercio di Isernia, avente come tema "la tutela della donna sola".
Infine, allo scopo di divulgare informazioni relative alle attività del servizio, sono stati presi contatti con i media (stampa e televisione) presenti sul territorio molisano.


Attività di consulenza

Le attività precedentemente illustrate, di sensibilizzazione, informazione e promozione, nonché il lavoro di rete, hanno facilitato l'accesso delle utenti al servizio.
Le consulenze richieste da dodici donne, nell'arco di tempo che va dal mese di Novembre 1999 a Marzo 2000, sono state principalmente di tipo psicologico. Il loro obiettivo è stato quello di garantire l'informazione ed il sostegno alle donne ed ai loro figli che, con differenti percorsi e secondo differenti modalità, vivono situazioni di disagio collegate alla violenza.
Per violenza si intende non solo quella fisica (le botte, la violenza carnale), ma anche quella psicologica, più sottile e difficile da individuare. Ricostruendo le storie di vita delle donne che si sono rivolte al Centro, si evince l'esistenza di un percorso della violenza con varie tappe (intimidazione, isolamento, svalorizzazione, segregazione, aggressione fisica e sessuale, false riappacificazioni, il ricatto dei figli).Purtroppo i segnali iniziali non vengono decodificati come potenzialmente pericolosi, in quanto il significato socialmente condiviso relativo a ciò che si intende per comportamento
violento fa riferimento ai comportamenti più espliciti e visibili, che rappresentano in realtà la conclusione del percorso della violenza.


Promozione di attività di collaborazione tra i vari servizi presenti sul territorio.

Al fine di facilitare, presso gli operatori in contatto con il fenomeno, il riconoscimento di maltrattamenti e violenze su donne e minori e di sviluppare sensibilità per un comportamento adeguato nei confronti delle situazioni di abuso, sono stati organizzati incontri mirati a sollecitare l'uso di modelli di azione integrata.
Questo comporta riconoscere che, per la gestione di tali casi, il lavoro di rete è la premessa necessaria. Senza il confronto con le strutture operanti sul territorio
(Tribunale, Consultorio, Servizi Sociali del Comune, ecc.) si rischia infatti la frammentazione degli interventi, ed il dispendio di risorse ed energie indispensabili ad affrontare tali dolorose e complesse tematiche.


Monitoraggio.


Elaborazione, distribuzione e ritiro dei questionari sul territorio della Comunità Montana "Pentria"

Al fine di quantificare il fenomeno ed orientare gli interventi, è stato effettuato un monitoraggio sul territorio. Lo strumento utilizzato è stato un questionario indirizzato agli operatori delle strutture pubbliche e private presenti nell'ambito territoriale della Comunità Montana, ed a quanti vengono quotidianamente in contatto con il fenomeno. Le informazioni richieste riguardavano il profilo delle vittime e degli aggressori, la tipologia del fenomeno, nonché l'identificazione delle strutture a cui finora si è fatto riferimento per un eventuale aiuto.
Sono stati distribuiti sul territorio 235 questionari, di cui ne sono stati compilati 89.Molti questionari sono tornati indietro senza esser stati compilati. Le motivazioni addotte da parte degli operatori sono state relative alla mancanza di tempo, mancanza di casi e, in alcune situazioni, mancata disponibilità in quanto gli operatori in questione non ritenevano necessario partecipare ad una ricerca sulla violenza contro le donne.
Dai dati elaborati le donne che hanno subito violenza raramente hanno sporto denuncia, e in molte, salvo poche eccezioni, hanno preferito rivolgersi a referenti informali (parenti, amici) piuttosto che chiedere aiuto ai servizi esistenti sul territorio. Questo dato ci ha fatto riflettere su quanto la prevalente cultura patriarcale ed i vissuti relativi alla vergogna influenzino ancora il tipo di reazione alla violenza, specialmente quando si verifica in piccole città ed in paesi dove, alla fine, prevale l'omertà. La tipologia della violenza è varia, e comprende le minacce, le percosse, la violenza psicologica, la violenza sessuale, le molestie sessuali (anche sul lavoro),
l'omissione di mezzi economici di sostentamento. Un altro dato interessante riguarda il fatto che il fenomeno della violenza è di natura trasversale e riguarda le donne di tutte le età, di tutte le estrazioni sociali, di ogni nazionalità. Ben il 43%di queste donne fa la casalinga mentre la restante percentuale svolge differenti lavori.

Rassegna stampa

E' stata realizzata la rassegna stampa a carattere regionale a partire dal 1998 riguardo i casi conosciuti di violenza e maltrattamento di donne e bambini. L'analisi critica degli articoli, effettuata da operatrici e volontarie del Centro, ha messo in rilievo come, in realtà, la stessa spiegazione da parte della stampa del fenomeno violenza risente della cultura patriarcale tuttora imperante. In più di un articolo emergeva paradossalmente un atteggiamento di colpevolizzazione della donna che subiva violenza e di giustificazione nei confronti di chi la perpetrava. In tali casi, occorrerebbe instaurare un confronto con i giornalisti autori degli articoli in questione al fine di fare in modo che la notizia venga divulgata senza cadere in pregiudizi sicuramente dannosi.


Formazione

E' stato realizzato, in orari diversi da quelli del servizio, da parte dell'associazione Differenza Donna di Roma, un pacchetto formativo costituito da dieci incontri di otto ore ciascuno ai quali hanno partecipato le operatrici e le volontarie del Centro.
Gli interventi formativi sono stati focalizzati sullo sviluppo delle competenze relative:
- alla gestione del Centro di Ascolto ed Accoglienza
- alle modalità relazionali da attuare nei confronti delle utenti
- alla legislazione inerente il fenomeno della violenza contro le donne ed i loro figli

Il corso di formazione è stato articolato nel seguente modo:

- Incontro introduttivo e presentazione delle tematiche, strumenti e finalità del corso;
- meccanismi relativi alla spirale della violenza;
- lo stupro in famiglia;
- la settimana di accoglienza;
- interventi legali in favore delle donne;
- le molestie sessuali;
- l'accoglienza dei bambini al Centro;
- i fenomeni legati al bullismo;
- la gestione del Centro di accoglienza e verifica delle competenze attraverso l'uso di simulate.


Volontariato


Nell'ambito delle attività del servizio, si è andato costituendo un gruppo di dieci volontarie, le quali hanno partecipato sia alla formazione, sia agli incontri promossi dalle operatrici del centro, al fine di creare momenti di riflessione, di confronto ed elaborazione delle tematiche e degli strumenti che si sono andati via via acquisendo. Ciò ha reso possibile da parte loro, una partecipazione attiva e competente alle varie iniziative del servizio (raccolta dati, rassegna stampa, sensibilizzazione, progettazione degli interventi nelle scuole, discussione dei casi ecc.).

A tutt'oggi purtroppo non è stato ancora possibile attivare il Centro di Accoglienza a causa di ritardi relativi ai finanziamenti. Si sono intrapresi contatti sul territorio al fine di poter utilizzare risorse e strutture da destinare alla realizzazione dell'accoglienza.

PROGETTO DEGLI INTERVENTI DA EFFETTUARE NEL CORSO DELLA TERZA ANNUALITA'


Premessa
Alla luce di quanto realizzato finora e dell'esperienze acquisite nel corso del precedente biennio, abbiamo maturato la consapevolezza che il processo di ridefinizione culturale e di lettura alternativa del fenomeno della violenza contro le donne necessita di un ulteriore tempo di elaborazione. Occorre riconoscere l'appartenenza al genere femminile come elemento imprescindibile del contesto , e come fattore che attualmente influisce, non sempre positivamente, sullo sviluppo psicofisico della donna e, indirettamente, su quello dei suoi figli. Esiste come costatato anche dalla nostra esperienza, una correlazione significativa tra le difficoltà familiari di bambini ed adolescenti, le fenomenologie della violenza e la condizione della donna.
Questo vuol dire immaginare interventi che diano spazio e valorizzino il vissuto femminile, che siano mirati al riconoscere le difficoltà che comporta oggi essere donna, in un panorama socio-culturale che troppo spesso riconosce le responsabilità, ma non i diritti.
Pensare in un'ottica che valorizza e comprende le differenze di genere può aiutare la donna a recuperare le proprie risorse, esistenti ma spesso non riconosciute, e , di conseguenza, ad aumentare la propria autostima, consentendole di attuare i progetti rispondenti alle sue esigenze al fine di migliorare la qualità della sua vita e di quella dei suoi figli.

ATTIVITA'

Attività del centro Ascolto Donna.
Occorre, dunque, potenziare alcuni degli interventi già effettuati:
-la sensibilizzazione e l'informazione nei confronti del territorio,
-il lavoro di rete con le strutture operanti sul territorio e coinvolte in tali fenomeni come il Tribunale, il Sert, il Consultorio, Il Servizio di Psichiatria , i servizi Sociali del Comune,
- gli incontri con le scuole per la formazione alla non violenza
- incontri tematici con le donne , mirati all'informazione su cosa fare ed a chi rivolgersi quando si subisce una violenza, quali sono le leggi che tutelano ed i servizi da contattare.
- proseguimento dell'attività del servizio-filtro, che accoglie la richiesta di aiuto, e delle consulenze psicologiche (mirate al sostegno) e legali (per la tutela dei diritti).

Monitoraggio
I dati emersi dai questionari ci hanno fatto riflettere sull'opportunità di organizzare, in collaborazione con gli operatori, un monitoraggio permanente in modo da studiare con continuità il fenomeno, ed osservarne le variazioni. In tal modo si avrebbe l'opportunità di far emergere le situazioni di rischio, in un'ottica di prevenzione del disagio. Sembra opportuno mantenere anche l'attività relativa alla rassegna stampa.

Autoformazione permanente
Consapevoli che il processo di formazione avviato con Differenza Donna rappresenta solo l'inizio di un percorso complesso e di lunga durata, avvertiamo la necessità di mantenere in atto un processo di autoformazione permanente. Questo significa che sia le volontarie che le operatrici del centro Ascolto si riuniranno a scadenza settimanale per confrontarsi non solo sui casi, ma anche sulle modalità degli interventi. Per evitare di innescare un processo di autoreferenzialità, sentiamo la necessità di una supervisione esterna e di un confronto continuo con i Centri Antiviolenza delle altre regioni.

TARGET

Target primario: Gli interventi del progetto saranno rivolti principalmente alle donne in difficoltà ed ai loro figli.
Target secondario: Tutti gli attori coinvolti nel processo di prevenzione, cura e riabilitazione di donne e minori che subiscono violenza (operatori della ASL e dei Comuni, associazioni di volontariato, operatori delle agenzie educative,ecc.)

STRUMENTI E METODOLOGIE

Ci si avvarrà, nel corso degli interventi realizzati nell'ambito del Centro Ascolto, oltre che di strumenti diagnostici: (test proiettivi - Rorschach, reattivi grafici-test di livello -Waiss) anche di attività di counseling ed interventi psicoterapeutici ispirati a modelli di terapia integrata e sistemico-familiare.
Per quanto riguarda, invece, gli interventi destinati alle agenzie educative, verrà utilizzata la tecnica del brainstorming ed il lavoro di gruppo.


ORGANIZZAZIONE

Il Centro Ascolto Donna sarà aperto tutti i giorni dal Lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00 ed il mercoledì pomeriggio dalle 15.00 alle 18.00

PIANO DI VALUTAZIONE

Incontri periodici con le utenti per verificare la qualità percepita del servizio
Incontri periodici con un supervisore esterno alla struttura
Verifica relativa alla realizzazione delle attività previste dal progetto.

RISORSE

Risorse materiali: Data la mancata realizzazione, per ragioni di ordine burocratico ed economico, del Centro di accoglienza per donne maltrattate, è opportuno sollecitarne la creazione, possibile solo se, in seguito ad accordi con le Istituzioni Pubbliche, verrà garantita la disponibilità di strutture o locali idonei a tale scopo.
Risorse umane:
Equipe multidiscipliare composta da:
- 2 psicologhe
- 1 assistente sociale
- 1 avvocato
- volontarie

Per la supervisione esterna il Centro si propone di usufruire delle consulenze tecniche messe a disposizione della Provincia ai fini della realizzazione dei progetti della L.285/97.


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