ATTIVITA' REALIZZATE NEL CORSO DELLA PRIMA E
DELLA SECONDA ANNUALITA'.
(Stato di attuazione degli interventi previsti)
Gli interventi
previsti dal progetto per il 1° biennio sono stati indirizzati alle
donne e madri in situazioni critiche e di disagio, con l'obiettivo di
promuovere una cultura a sostegno dell'identità femminile e della
relazione di cura, attraverso interventi di contrasto del disagio, di
integrazione sociale e lavorativa, di counseling psicologico e di valorizzazione
delle risorse personali.
Nel corso della fase iniziale del progetto, come da programmazione,
sono state realizzate le seguenti attività:
1) Attività
del Centro Ascolto Donna:
Allestimento ed organizzazione
Attività di sensibilizzazione ed informazione
Attività di consulenza
Promozione di attività di collaborazione tra i vari servizi presenti
sul territorio.
Contatti con le agenzie di lavoro temporaneo
2) Attività
di monitoraggio:
Elaborazione
di questionari per operatori in contatto col fenomeno
Distribuzione sul territorio e ritiro dei questionari compilati
Rassegna stampa
3)
Attività
di volontariato:
Reperimento,
costituzione e formazione di un gruppo di 10 volontarie
Costituzione dell'associazione delle volontarie stesse
4) Attività
di formazione:
Acquisizione
degli strumenti finalizzati all'organizzazione, alla lettura ed all'intervento
Confronto e messa in rete con i centri delle altre regioni
Attivita' del Centro Ascolto Donna
Allestimento
ed organizzazione
A partire
dal mese di settembre, si è provveduto all'allestimento dello
spazio fisico destinato al Centro Ascolto, messo a disposizione dalla
Comunità Montana "Centro Pentria" di Isernia.
Informazione
e sensibilizzazione
Per innescare
il processo di sensibilizzazione ed informazione, e rendere visibile
il servizio sul territorio, sono stati organizzati incontri con gli
operatori in contatto con il fenomeno con l'obiettivo di facilitare
lo scambio di informazioni ed il confronto.
Si è provveduto, inoltre, alla realizzazione di brochure e di
manifesti inerenti al servizio distribuiti in modo capillare sul territorio
in punti strategici (ASL: Pronto Soccorso, Sert, Consultorio, Psichiatria;
Tribunale di Isernia, Provincia, Comuni, Scuole Secondarie, Parrocchie,
Studi medici di base e specialistici).
I contatti avvenuti all'interno delle Scuole Medie Secondarie hanno
fatto emergere da parte dei referenti alla salute e dei rappresentanti
di classe l'esigenza di momenti di riflessione e confronto sui temi
legati alle varie forme di violenza. A tal fine, è stato realizzato
un Progetto di "Educazione contro la violenza".
Su invito delle associazioni di volontariato (Cesvip) le operatrici
del Centro sono intervenute con una relazione al seminario tenuto presso
la Camera di Commercio di Isernia, avente come tema "la tutela
della donna sola".
Infine, allo scopo di divulgare informazioni relative alle attività
del servizio, sono stati presi contatti con i media (stampa e televisione)
presenti sul territorio molisano.
Attività di consulenza
Le attività
precedentemente illustrate, di sensibilizzazione, informazione e promozione,
nonché il lavoro di rete, hanno facilitato l'accesso delle utenti
al servizio.
Le consulenze richieste da dodici donne, nell'arco di tempo che va dal
mese di Novembre 1999 a Marzo 2000, sono state principalmente di tipo
psicologico. Il loro obiettivo è stato quello di garantire l'informazione
ed il sostegno alle donne ed ai loro figli che, con differenti percorsi
e secondo differenti modalità, vivono situazioni di disagio collegate
alla violenza.
Per violenza si intende non solo quella fisica (le botte, la violenza
carnale), ma anche quella psicologica, più sottile e difficile
da individuare. Ricostruendo le storie di vita delle donne che si sono
rivolte al Centro, si evince l'esistenza di un percorso della violenza
con varie tappe (intimidazione, isolamento, svalorizzazione, segregazione,
aggressione fisica e sessuale, false riappacificazioni, il ricatto dei
figli).Purtroppo i segnali iniziali non vengono decodificati come potenzialmente
pericolosi, in quanto il significato socialmente condiviso relativo
a ciò che si intende per comportamento
violento fa riferimento ai comportamenti più espliciti e visibili,
che rappresentano in realtà la conclusione del percorso della
violenza.
Promozione di attività di collaborazione
tra i vari servizi presenti sul territorio.
Al fine
di facilitare, presso gli operatori in contatto con il fenomeno, il
riconoscimento di maltrattamenti e violenze su donne e minori e di sviluppare
sensibilità per un comportamento adeguato nei confronti delle
situazioni di abuso, sono stati organizzati incontri mirati a sollecitare
l'uso di modelli di azione integrata.
Questo comporta riconoscere che, per la gestione di tali casi, il lavoro
di rete è la premessa necessaria. Senza il confronto con le strutture
operanti sul territorio
(Tribunale, Consultorio, Servizi Sociali del Comune, ecc.) si rischia
infatti la frammentazione degli interventi, ed il dispendio di risorse
ed energie indispensabili ad affrontare tali dolorose e complesse tematiche.
Monitoraggio.
Elaborazione, distribuzione e ritiro dei questionari
sul territorio della Comunità Montana "Pentria"
Al fine
di quantificare il fenomeno ed orientare gli interventi, è stato
effettuato un monitoraggio sul territorio. Lo strumento utilizzato è
stato un questionario indirizzato agli operatori delle strutture pubbliche
e private presenti nell'ambito territoriale della Comunità Montana,
ed a quanti vengono quotidianamente in contatto con il fenomeno. Le
informazioni richieste riguardavano il profilo delle vittime e degli
aggressori, la tipologia del fenomeno, nonché l'identificazione
delle strutture a cui finora si è fatto riferimento per un eventuale
aiuto.
Sono stati distribuiti sul territorio 235 questionari, di cui ne sono
stati compilati 89.Molti questionari sono tornati indietro senza esser
stati compilati. Le motivazioni addotte da parte degli operatori sono
state relative alla mancanza di tempo, mancanza di casi e, in alcune
situazioni, mancata disponibilità in quanto gli operatori in
questione non ritenevano necessario partecipare ad una ricerca sulla
violenza contro le donne.
Dai dati elaborati le donne che hanno subito violenza raramente hanno
sporto denuncia, e in molte, salvo poche eccezioni, hanno preferito
rivolgersi a referenti informali (parenti, amici) piuttosto che chiedere
aiuto ai servizi esistenti sul territorio. Questo dato ci ha fatto riflettere
su quanto la prevalente cultura patriarcale ed i vissuti relativi alla
vergogna influenzino ancora il tipo di reazione alla violenza, specialmente
quando si verifica in piccole città ed in paesi dove, alla fine,
prevale l'omertà. La tipologia della violenza è varia,
e comprende le minacce, le percosse, la violenza psicologica, la violenza
sessuale, le molestie sessuali (anche sul lavoro),
l'omissione di mezzi economici di sostentamento. Un altro dato interessante
riguarda il fatto che il fenomeno della violenza è di natura
trasversale e riguarda le donne di tutte le età, di tutte le
estrazioni sociali, di ogni nazionalità. Ben il 43%di queste
donne fa la casalinga mentre la restante percentuale svolge differenti
lavori.
Rassegna
stampa
E' stata
realizzata la rassegna stampa a carattere regionale a partire dal 1998
riguardo i casi conosciuti di violenza e maltrattamento di donne e bambini.
L'analisi critica degli articoli, effettuata da operatrici e volontarie
del Centro, ha messo in rilievo come, in realtà, la stessa spiegazione
da parte della stampa del fenomeno violenza risente della cultura patriarcale
tuttora imperante. In più di un articolo emergeva paradossalmente
un atteggiamento di colpevolizzazione della donna che subiva violenza
e di giustificazione nei confronti di chi la perpetrava. In tali casi,
occorrerebbe instaurare un confronto con i giornalisti autori degli
articoli in questione al fine di fare in modo che la notizia venga divulgata
senza cadere in pregiudizi sicuramente dannosi.
Formazione
E' stato
realizzato, in orari diversi da quelli del servizio, da parte dell'associazione
Differenza Donna di Roma, un pacchetto formativo costituito da dieci
incontri di otto ore ciascuno ai quali hanno partecipato le operatrici
e le volontarie del Centro.
Gli interventi formativi sono stati focalizzati sullo sviluppo delle
competenze relative:
- alla gestione del Centro di Ascolto ed Accoglienza
- alle modalità relazionali da attuare nei confronti delle utenti
- alla legislazione inerente il fenomeno della violenza contro le donne
ed i loro figli
Il corso
di formazione è stato articolato nel seguente modo:
- Incontro
introduttivo e presentazione delle tematiche, strumenti e finalità
del corso;
- meccanismi relativi alla spirale della violenza;
- lo stupro in famiglia;
- la settimana di accoglienza;
- interventi legali in favore delle donne;
- le molestie sessuali;
- l'accoglienza dei bambini al Centro;
- i fenomeni legati al bullismo;
- la gestione del Centro di accoglienza e verifica delle competenze
attraverso l'uso di simulate.
Volontariato
Nell'ambito delle attività del servizio, si è andato costituendo
un gruppo di dieci volontarie, le quali hanno partecipato sia alla formazione,
sia agli incontri promossi dalle operatrici del centro, al fine di creare
momenti di riflessione, di confronto ed elaborazione delle tematiche
e degli strumenti che si sono andati via via acquisendo. Ciò
ha reso possibile da parte loro, una partecipazione attiva e competente
alle varie iniziative del servizio (raccolta dati, rassegna stampa,
sensibilizzazione, progettazione degli interventi nelle scuole, discussione
dei casi ecc.).
A tutt'oggi
purtroppo non è stato ancora possibile attivare il Centro di
Accoglienza a causa di ritardi relativi ai finanziamenti. Si sono intrapresi
contatti sul territorio al fine di poter utilizzare risorse e strutture
da destinare alla realizzazione dell'accoglienza.