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Volontariato
 

 

di Cristina Di Castro

 

 Mani tese verso gli altri……

 

 

 

Le iniziative delle associazioni tese a dare aiuto alle fasce deboli presuppongono un principio ed una filosofia operativa del tutto impari, in cui al normalità sarebbe fatta di disuguaglianze che, a loro volta, legittimerebbero l’esistenza delle fasce deboli nella collettività.

 

Ovvio che alla fascia debole si contrappone la forte; ma quale? Quella più ricca? Quella più giovane?  Gli anziani? Gli infermi?

Attualmente ci si interroga di frequente proprio sulla difficoltà ad operare una selezione; di sicuro c’è una maggiore tendenza da parte delle associazioni ad intervenire sui bisogni collettivi lasciati scoperti dalle competenze dello Stato, che nel passato privilegiava gli aiuti destinati maggiormente ai soggetti più capaci di chiedere ed accettare aiuto: a rimanerne fuori i nuclei più deboli, quelli cioè meno capaci di rappresentare il proprio disagio e quindi chiedere aiuto.

 

 

 VOLONTARIATO
on-line:

 

www.acli.it

www.giovanidelleacli.it
www.cdo.it
www.fivol.it
www.caritas.it
www.mcl.it
www.agesci.org
www.volontariato.it
www.gioc.it
www.centrovolontariato.it
www.forumterzosettore.it

 

Per questi motivi va sempre più maturando una nuova coscienza nella programmazione degli interventi, sempre più sociali, più collettivi e più tecnici.

Si può ritenere che la possibilità di sviluppo di un’ organizzazione di volontariato dipenda strettamente dalla sua capacità di interrogarsi in termini progettuali sul settore di competenza, sul raggio di azione sociale, sulla possibilità di interazioni con le singole amministrazioni locali, tenendo sempre in primo piano il contesto sociale in cui si accinge ad operare.

 

 



 

Le associazioni che funzionano necessitano altresì di percorsi formativi che permettano di coniugare gli aspetti relativi all’impegno del volontariato: il loro ruolo (delle associazioni) nella società sta progressivamente cambiando e soprattutto  vanno delineandosi le caratteristiche che danno chiara identità  al volto del movimento di volontariato italiano.

 

 

 

Maggiore partecipazione per la programmazione di iniziative sociali, allargamento dei settori di intervento all’interno della collettività, programmazione delle attività in connessione con Enti pubblici: questo è l’orientamento sancito dalla    legge di riforma sociale 328 del novembre 2000, nata con l’intento di dare alle   associazioni “vere”  migliori opportunità per operare, sia in termini di risorse  di nuove e più ingenti risorse economiche atte a supportare le attività,  sia per ricoprire un nuovo ruolo che verrà loro offerto dalla futura gestione compartecipata dei servizi assistenziali.

 

 

 

 

 

 

 

Legge 18 Ottobre 2000 n. 328
Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali