Riforma dei servizi sociali
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Molto importante per il vasto panorama informativo che abbraccia,
la legge 328 del novembre 2000 ha suscitato molte aspettative, ma
la sua attuazione dipenderà a tutti gli effetti dai contenuti
dei successivi atti governativi e applicativi e di seguito dai Comuni,
dalle Province e dalle Regioni.
Sarà determinante la vigilanza e lo stimolo sociale proveniente
dalle amministrazioni locali, che dovranno concretamente approntare
il sistema dei servizi gestiti poi in convenzione con centri accreditati.
A questo proposito è da tener presente che il punto debole
della legge è costituito dal fatto che per i piccoli Comuni
non è prevista alcuna forma di associazionismo obbligatorio:
tutto è rimesso nelle mani del libero impegno
sociale da parte delle associazioni e alla sensibilità
politica, anche economicamente parlando. E qui si continuerà
a perpetuare la frattura fra Regioni ricche del Nord e povere del
Sud: il rischio maggiore sta' nella scarse risorse a disposizione
di queste ultime da utilizzare al fine di garantire livelli minimi
di assistenza.
La speranza maggiore verte
proprio sulle associazioni di utenti e consumatori affinché
promuovano azioni di monitoraggio e sostegno anche politico al fine
di un'adeguata attuazione della legge. In caso contrario anche questo
tentativo di riforma dei servizi sociali rimarrò inutilizzato
e scarso di effetti costruttivi per l'interesse della collettivi.